Ancora un bronzo per il pluri-atleta Giuseppe Maurizio
GUGLIONESI - Ancora una medaglia di prestigio per il pluri-atleta di Guglionesi Giuseppe Maurizio: Con il fedele compagno palermitano Carmelo Forastieri l’equipaggio portacolori del Circolo della Vela «Mario Cariello» di Termoli ha conquistato il gradino più basso del podio alla XXVI edizione del Trofeo navale Accademia di Livorno. Un risultato che era in parte atteso dal duo molisano-siciliano prima della partenza e che ha premiato il loro impegno. «La giornata del 2 maggio, è stata caratterizzata da vento debole intorno ai 4-5 nodi e sono state effettuate due prove - ha rimarcato Maurizio -. Nella prima prova della giornata siamo giunti terzi, effettuando un sorpasso alla boa di poppa nel finale e nella seconda prova quarto. L'equipaggio nelle due prove non è riuscito a trovare le giuste regolazioni delle vele, in quanto il Martin 16 è una barca pesante e quindi in condizione di poco vento è difficile capirne le giuste regolazioni, ed inoltre abbiamo effettuato - ha evidenziato Maurizio - alcune manovre in maniera errata compromettendo l'esito della performance. Il 3 maggio alle ore 18,00 presso l'Accademia Navale di Livorno c'è stata la premiazione fatta dal presidente dell'Assonautica di Livorno, Beppe Fissore, il quale si è complimentato con noi. Al termine di questo trofeo siamo tornati a casa - ha concluso il Maurizio - con la consapevolezza dei nostri mezzi tecnici e con l'idea che serve molto più allenamento e soprattutto regatare con altri equipaggi per capire meglio i miglioramenti raggiunti». Sulla stessa liena anche il commento di Carmelo Forastieri. «Il nostro più grande problema è la continuità nelle regate. Partiamo sempre bene ma poi, con il passare del tempo, non riusciamo a concretizzare quqnto di buono riusciamo a fare nella prima parte di ogni gara. Abbiamo bisogno di maggior allenamento, questo è vero, - ha ribadito Forastieri - ma è altrettanto vero che dobbiamo confrontarci con latri equipaggi anche per comprendere meglio la gestione delle vele e del vento in ogno singola regata. Gli altri equipaggi erano, infatti, formati da un istruttore ed un velista e quindi per loro è stato più semplice trovare la strada giusta verso il vento». La difficoltà di allenarsi con il Martin 16 si può comprendere anche dal fatto che la barca ormeggiata a Termoli è l’unica presente in tutto il centro-sud Italia. Le altre sono tutte a disposizione da Livorno in su anche se, da alcune indiscrezioni trapelate, sembrerebbe che non tutte le altre sete barca presenti in Italia siano state messe a disposizioni dei velisti tesserati con il Comitato Italiano Paralimpico. Un danno evidente che si sta compiendo nei confronti di tutto il movimento e comparto della vela per disabili.
07 / 05 / 2009
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