Arbitri: Esposito di Nola e Ozzella di Napoli.
Note: Tecnico a Febo(Pescara); uscito per falli Grosso(Pescara).
VENAFRO - Che il raggruppamento G fosse da sempre considerato l’appendice della serie B,lo si sapeva. Ma che all’esordio la favoritissima,anche per il titolo finale, Pallacanestro Pescara venisse domata dagli incontenibili ragazzi di coach Mascio,era un po’ meno prevedibile. Invece la Banca Etruria Venafro bagna il suo esordio sul nuovo fondo in parquet con una prova maiuscola,grazie alla maggiore lucidità e determinazione nei momenti chiave della gara. E grazie ad una regia impeccabile del nuovo leader di casa il fortissimo play argentino Augustin Mengoni,inseguito in questa estate da diverse squadre di categoria superiore. Ma è il collettivo in questa prima a far sorridere patron Di Giovanni. Grande prova di tutti i giocatori chiamati a dare il proprio contributo,compreso il neoacquisto,sponda Monopoli, Marvin Trimarchi sulla via del recupero fisico(fermo da maggio ha ripreso ad allenarsi da sole 3 settimane). Una partita bellissima, con le due formazioni sempre vicine,mai in allungo decisivo,almeno fino agli ultimi 5 minuti di gioco. Coach Quarta punta tutto sul solito gioco: grande pressione,a volte a tutto campo;difesa arcigna; opzioni d’attacco per mettere in condizione di giocare l’uno contro uno ai vari Grosso,Comignani,Diener; e solita scelta dalla lunga distanza con i cecchini di sempre, per aprire la difesa avversaria. Tattica che lo scorso anno aveva dato frutti abbondanti per i colori pescaresi capaci di dare oltre 20 punti di margine ai venafrani proprio in terra molisana. Ma questa volta Scavongelli e Diener sono solo un sbiadito ricordo dei giocatori scatenati di quel 2 febbraio scorso. Merito anche della difesa dei vari Cardinale e soci. Allora sono Grosso e Comignani a mettersi sulle spalle praticamente tutte le scelte offensive. Il primo quarto è di sostanziale equilibrio. Pescara nei primi 5 minuti sigla 11 punti grazie a 3 triple di Febo,Grosso e Comignani. Venafro rimane in scia con Gaglione e De Monaco. A meno di 2 minuti e mezzo dalla prima sirena le formazioni sono ancora sul 18 pari. Parità che in sostanza accompagna le due formazioni al periodo successivo. Pescara piazza la zona dispari fonte di sofferenza venafrana nei minuti finali del primo quarto, ma De Monaco la batte con una bomba delle sue. La gara non accenna a lanciare in fuga nessuna delle due formazioni. Al 13°,dopo l’ennesimo canestro della parità(29-29) di Comignani, è Febo ad animare per poco gli animi facendosi sanzionare un tecnico per un battibecco con Mengoni. Allora Venafro prova a mettere il naso avanti. Nel giro di un minuto arriva anche al +4(35-31) con il bravo Berardi che assiste De Monaco sotto le plance. Ma Pescara resiste. Scavongelli mette la sua prima tripla(sarà l’unica su 6 tentativi a fine gara) mentre Esposito,il primo arbitro vede uno sfondo molto dubbio di Mengoni in attacco. La Banca Etruria rimane però avanti grazie ad una buona iniziativa della guardia Loughlimi,a volte davvero incontenibile. Al riposo gli uomini di coach Mascio sono avanti di 2 con Mengoni già in doppia cifra(14 punti) come il compagno De Monaco(11) e Comignani per gli ospiti(13 punti). Nei primi 20 minuti Venafro tira meglio da due(16/23 per un buon 70% contro l’11/19 ospite) mentre Pescara segna maggiormente da 3 punti (5/13 contro il misero 2/5 dei venafrani). La ripresa delle ostilità asseconda il medesimo tema: le due compagini non strappano margine decisivo per l’allungo buono. Mengoni serve palloni al bacio per i lunghi di casa Trentini e Trimarchi che ringraziano,mentre Pescara sembra essere troppo dipendente dal duo Grosso-Comignani. Diener si sbatte come può contro una ottima difesa dei venafrani e riesce solo a raccogliere briciole dalla lunetta.La Banca Etruria gestisce ora le danze,rimanendo sempre avanti,anche se di poco,nel punteggio. Ad una tripla di Comignani in apertura risponde da par suo De Monaco dall’arco della linea dei 3 punti. Fondamentale in cui si dimostra infallibile il play di casa Mengoni qualche azione dopo per il +4 Venafro a meno d due minuti dalla fine del tempo:61-57. E’ il momento in cui gli ospiti vacillano. La prima spallata la dà Trimarchi che ben servito dal regista argentino conquista, trasformandoli,i liberi del massimo vantaggio Banca Etruria:63-57 con 90 secondi da giocare. Un +6 che in breve diviene +8 grazie ad una buona stoppata su Comignani da parte del venafrano Berardi che nella successiva azione appoggia a volo su assist di Loughlimi. Time out doveroso in casa Pescara. L’ultimo minuto del terzo quarto serve a Pepe per appoggiare allo scadere un incredibile pallone per il 66-61 che conduce le squadre agli ultimi 10 minuti da disputare. Il quarto finale è ricco di emozioni. Apre subito Trentini che da vero lottatore d’aria deposita nella retina il 68-61 per i suoi. Nell’azione seguente Loughlimi commette il 3° fallo personale mandando in lunetta Di Carmine che però fallisce i due tiri liberi. Sul susseguente rimbalzo Pepe spinge clamorosamente Trentini e conquista la palla nonostante le veementi proteste della panchina di casa. MA Pescara fallisce ancora il canestro del riavvicinamento. I primi 3 minuti di gioco dell’ultimo periodo non sono affatto esaltanti: errori da ambo le parti sia al tiro che nella gestione dei possessi. E’ il quarto di Grosso e Comignani però,che dimostrano tutto il proprio valore(23 punti in due sui 29 totali di tempo). Il numero 7 ospite smuove le acque dalla lunetta,ma De Monaco tiene lontane le velleità pescaresi. Gli abruzzesi si avvicinano pericolosamente. Dal – 7(70-63) Comignani e soci arrivano al – 2(72-70) in un lampo. E i passi di De Monaco a 5 minuti esatti dal termine sono un brutto segnale per i colori di Venafro. Per fortuna dei locali il giovane Berardi viene lasciato libero di tirare dall’arco dei 3 punti e la sua tripla entra benché aiutata dal ferro amico. Una vera boccata d’ossigeno in un momento determinante. Così la Banca Etruria gioca con maggiore tranquillità anche perché al tiro i pescaresi sembrano essere tornati normali. A 3 giri di lancette dalla sirena lunga Venafro avanti di 7: 80-73. Partita ancora aperta. Prova a chiuderla definitivamente Mengoni a 2 minuti dal termine con una bomba mortifera su assist dell’ottimo Trentini, a perfezione di un mini parziale di 5-0 che assegna un impensabile +12(massimo vantaggio) per i locali. Immediato il ricorso di coach Quarta alla sospensione tecnica. Da qui inizia un'altra partita. Altrettanto interessante e ricca di brividi. Di Carmine non sbaglia il jumper solitario dall’angolo mentre sul fronte opposto Gaglione si fa stoppare da Comignani aprendo per Grosso un’autostrada per altri due punti preziosi. Venafro ora pare avere paura di vincere. Pescara prova a crederci. Comignani sigla il – 6(85-79). Gli ospiti hanno un vantaggio in più dalla loro: mentre Venafro ha attivato il bonus,il tabellone per i pescaresi segna solo 2 falli. Così la pressione a tutto campo può essere accompagnata anche dai falli per spezzare il ritmo dei locali. Si arriva in questo modo ai 44’’ finali in cui Loughlimi si prende una buona penetrazione e i relativi liberi per il 2/2 che allontanano momentaneamente Grosso e soci. Come non detto. Proprio il numero 7 ospite in 4 secondi arriva sul versante opposto per un arresto e tiro da 3 punti micidiale:87-82. L’azione dei venafrani è ora farraginosa. Coach Mascio chiama time out per riordinare le idee ai suoi. Coach Quarta ordina fallo sistematico e tiro dall’arco per recuperare. Così è Trentini a dimostrarsi freddo dalla lunetta per il nuovo +7 di casa. Trentadue secondi ancora da giocare e stavolta è la panchina abruzzese a chiamare time out. Nulla cambia: Grosso subito mette la tripla per l’insperato 89-85. Sulla rimessa successiva Venafro perde palla proprio davanti la propria panchina e concedendo il pallone a spicchi nelle mani di Comignani che dopo una finta per far saltare Loguhlimi infila una nuova tripla per il -1 ospite a 24’’ dalla sirena. Paura sugli spalti di vedere sfumare una vittoria proprio sul finale. Pescara prosegue con il fallo sistematico,ma stavolta sbagliando cliente. Mengoni è ,infatti,di ghiaccio e non fallisce il 2/2 per il 91-88. Pescara impiega un po’ di secondi per mettere Comignani in condizione di tirare la tripla del possibile pareggio,ma il lungo ospite questa volta fallisce clamorosamente. Di Carmine però è abile a recuperare il rimbalzo e a incassare il fallo di Mengoni a 9’’ dalla fine. Il suo 2 su 2 dalla linea della carità avvicina pericolosamente a -1 Grosso e compagnia. Ma ancora dalla lunetta è glaciale Loughlimi per il nuovo +3 con 7 secondi ancora da disputare. Capita poi che Febo, in funzione di play e ben marcato,pesti la linea del fuori proprio a metà campo. Così arriva come una sentenza l’1/2 di Trentini ai liberi che chiude una gara terribilmente bella.
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