Calcio a 5: Il Comitato Italiano Paralimpico del Molise tra i grandi Ancora una ottima prestazione degli atleti del Cip Molise (Comitato Italiano Paralimpico) in campo nazionale. Alle fasi finali del Campionato Italiano di Calcio a 5 i ragazzi del presidente Donatella Perrella, infatti, hanno conquistato un prezioso quinto posto dietro le più quotate formazioni d’Italia onorando il buon nome della Regione Molise, dei suoi tecnici e dirigenti. La kermesse si è svolta a Pugnochiuso ed ha visto la partecipazione di ventotto squadre provenienti da tutte le regioni d’Italia. Alle finali hanno preso parte 230 atleti e circa 120 persone tra accompagnatori, allenatori, tecnici, genitori e diverse e colorate tifoserie che hanno sostenuto con vigore i propri beniamini in campo con fragorosi applausi e slogan molto divertenti e coinvolgenti. «Il risultato è più che soddisfacente -ha dichiarato la Perrella- anche perchè è stata un'esperienza molto forte. Innanzi tutto si è trattato di giocare tre partite al giorno ed è stato piuttosto impegnativo poi abbiamo trovato squadre con giocatori molto più grandi di età dei nostri, poiché nelle gare CIP si tiene conto della disabilità e non dell'età». La selezione molisana ha poi dovuto fare i conti anche con la sfortuna, quindi si può comprendere bene la valenza di un simile risultato. «All'ultimo momento abbiamo avuto ben tre defezioni per motivi di salute -ha rimarcato la Perrella-, per cui abbiamo inserito due calciatrici donne». Presenza femminile che non ha affatto fatto scendere il livello di agonismo e di competizione che si poteva respirare su tutti i campi. «Si è giocato su tre campi, le squadre erano molto accanite e ho trovato un agonismo mai visto negli altri sport. Abbiamo imparato molte cose -ha evidenziato la Perrella- che metteremo a frutto nei prossimi allenamenti». Nelle competizioni promosse dal Cip l’aspetto agonistico è importante ma quello sociale e formativo è maggiormente messo in risalto. Attraverso la pratica sportiva i tecnici e dirigenti del Comitato Italiano Paralimpico mirano soprattutto a far crescere e maturare, all’interno della società civile, la consapevolezza dei loro atleti di poter svolgere una vita similare ai cosiddetti normodotati. L’integrazione è al primo posto. «Abbiamo imparato una importante lezione di vita: abbiamo portato un ragazzo che per motivi di salute ha dovuto giocare con un caschetto a protezione della testa. Ebbene i tecnici della squadra avversaria, dopo essersi informati del motivo, senza dire niente hanno riunito i loro calciatori, raccomandando di non urtare quel ragazzo, e così è stato. Se si considera che erano venuti lì solo per vincere, si comprende bene quale sia la grande umanità che unisce la famiglia del Cip. Se il calcio avesse sempre rispetto delle persone sarebbe davvero uno sport bellissimo». Una lezione di vita che dovrebbe essere presa ad esempio da tutti quei giocatori che domenica dopo domenica calcano i campi di calcio e calcio a 5 di tutt’Italia.
09 luglio 2007
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