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Dalle stelle alle stalle


PALLACANESTRO PESCARA-BANCA ETRURIA VENAFRO: 74-59
Parziali: 23-13/41-27/57-43

PALLACANESTRO PESCARA: Veneri, Di Marco 1, Scavongelli 21,Grosso 7, Diener 10,Leonzio 7, Di Carlo, Di Carmine 18, Salvatore 5, Farnetani 6. Allenatore: Paolo Nardecchia.

BANCA ETRURIA VENAFRO: Gaglione 2,Lepore,Alifuoco,Toto 10,Minchella, De Monaco 15,Alesse 15,Marinello, Perrelli,Violo 17. Allenatore: Arturo Mascio.

Arbitri: D’Errico Massimiliano di Pulsano e Nigro Raffaele di Latiano.
Note: uscito per falli Di Carmine(Pescara).


Dalla magnifica partita di domenica scorsa contro la capolista Italcom Campobasso(rivelatasi dopo il derby vinto con Termoli la vera squadra da battere)persa solo dopo 3 supplementari tiratissimi,alla sciagurata sconfitta rimediata in questa ultima giornata sul parquet di Pescara. Non conosce mezze misure la squadra di coach Mascio: ottime le prestazioni contro Monopoli e Campobasso,pessime quelle al cospetto di Sulmona,Termoli e Pescara. E il dato è assolutamente negativo allorquando si gioca lontano da casa. A conferma di ciò la prova incolore proprio nel palazzetto dello sport di via Elettra,nel capoluogo abruzzese. De Monaco e soci hanno incredibilmente toppato la gara manifestando un piccolo risveglio soltanto per pochi minuti nel corso dell’ultimo quarto,dando speranza di far pervenire azioni ospiti da registrare sul taccuino. Ma è stato un attimo,poi la partita è tornata sui binari instradati già con la palla a due. Pronti via e Pescara subito avanti. Dopo appena 4 minuti il tabellone registra il 10-2 per i padroni di casa frutto delle scorribande di Diener e Scavongelli. E il primo time out ospite nemmeno riesce a dare la svolta sperata. Tanto che Di Carmine e il solito Diener a 3 minuti dalla conclusone del tempo spingono il vantaggio della propria squadra fino a + 12(18-6) lasciando briciole ai malcapitati cannonieri molisani. Venafro si affida alla vena di Alesse e De Monaco che dopo una tripla è preciso dalla lunetta. Ma Scavongelli gode di ottima libertà,specie al tiro dalla distanza e una sua bomba centrale rimanda al mittente le intenzioni di recupero,nemmeno troppo evidenti,degli ospiti,chiudendo il primo quarto con un rassicurante + 10 per Pescara. Chi si attende la reazione della Banca Etruria non solo deve rimanere deluso,ma partecipa al doloroso infierire dei locali che affondano i colpi in una difesa di burro,e approfittano delle pessime medie al tiro degli avversari. La seconda frazione di gioco è un supplizio ospite. Dopo 2 minuti e mezzo Pescara arriva addirittura al + 15,doppiando con una tripla di Leonzio e un buon gioco da sotto del possente Salvatore, Toto e compagni(30-15). Anche in questo caso la sospensione tecnica chiesta da coach Mascio non porta frutti. Tutt’altro. Pescara allunga ancora con una perfetta tripla di Salvatore che sorprende tutti in un fondamentale che non appartiene proprio al suo repertorio. Ma i venafrani sono squadra “generosa”. E il + 18 è un macigno sulle spalle degli uomini di patron Di Giovanni. A metà tempo il punteggio di 33 a 19 non lascia molte speranze a Violo e soci,specie se il tiro dal perimetro proprio non ne vuole sapere di entrare e le fasi in attacco sono farraginose e prevedibili. Vita facile quindi per i locali che chiudono il primo tempo con un’assicurazione sulla vittoria finale fatta di + 14 punti di margine e solo 27 segnature avversarie subite. L’intervallo consente ai presenti di ben digerire lo spettacolo a senso unico della gara:Pescara abile a fare il compitino e nulla più,Venafro con la testa altrove. Il terzo quarto non regala nelle sua fasi iniziali un cambio di registro. Anzi, gli abruzzesi mettono lì un parziale di 9-0 che li porta anche a + 25(52-27) dopo appena 2 minuti e mezzo del tempo. Venafro non pare pervenuta. Come De Monaco che sembra avere esaurito le pile(segnerà la miseria di 2 punti negli ultimi 20 minuti di gioco),dando man forte al gioco difensivo del Pescara. Il solo Violo sembra non demordere e si prende tutte le opportunità per ricucire lo strappo(nel terzo quarto il giovane giocatore laziale segnerà 10 dei 16 punti della sua squadra). Gli danno una mano Toto ed Alesse,ma il margine resta ampio anche alla fine di tempo: 57-43. L’ultima frazione di gioco ha un improvviso strappo che desta dal sonno anche i pochi tifosi del Venafro presenti sugli spalti. Pescara sembra allentare la morsa,e piano piano,forse involontariamente, gli ospiti si riavvicinano pericolosamente. A 7’37’’ dalla sirena lunga il tabellone segnala 60-45. In un paio di minuti Venafro accorcia le distanze. L’ottimo Violo,l’intraprendente Toto e il freddo Alesse(con una tripla delle sue) portano i venafrani a -9 (63-54) quando mancano ancora 5 minuti e 40 secondi da giocare. Una eternità. Pescara piazza per un momento la zona 2-3 in difesa per cercare di tappare il recupero. E Venafro sembra non voler rovinare la festa ai giocatori di casa davanti il proprio pubblico. Così Gaglione fallisce miseramente dalla lunetta entrambi i tiri dell’ulteriore riavvicinamento,mentre Scavongelli riprende la via interrotta del tiro dalla linea dei 6e25 e manda un segnale ai suoi dirimpettai. Negli ultimi 5 minuti di gioco Venafro trova il coraggio di sbagliare tutto: tiro,passaggi,sistema difensivo e Pescara non sembra credere alla facilità della vittoria servita su un piatto d’argento così mestamente. Mezzo quarto serve per far fare 9 punti ben divisi tra Scavongelli, Farnetani e Grosso,mentre sul versante venafrano Violo si conquista canestro e fallo e Alesse mette l’ultimo jumper ospite. Una gara dominata quindi dalla formazione di coach Nardecchia che però ha ricevuto una incredibile mano da una Banca Etruria confusa,scarica mentalmente,nervosa e molto prevedibile. Tanto lavoro attende in settimana coach Mascio per cercare di ricucire il morale logorato al termine di un monologo che ha mostrato inalterato il difetto di fabbricazione della squadra: la mancanza di un vero leader che compatti il gruppo nei momenti di difficoltà(anzi chi sarebbe deputato ad assolvere a questo ruolo sembra fare tutt’altro),l’incapacità di gestire le fasi anche sfavorevoli delle partite per trovare le risorse interiori per recuperare, il timing del gioco e la fluidità negli schemi. Ma anche il sistema difensivo reclama una revisione,soprattutto nella ricerca di carattere e orgoglio degli uomini. Il prossimo turno sarà l’ulteriore banco di prova per una formazione che sembra sempre più somigliare ad una capricciosa signora viziata. Infatti domenica sera nella palestra di via Pedemontana arriverà Ceglie,squadra nata per obiettivi pensati in grande.

28 / 10 / 2009



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