Federico Vitali per la seconda volta sul gradino più alto del Giro del Cigno
CASACALENDA - Federico Vitali entra nella storia. A distanza di due anni, il romagnolo si è nuovamente imposto nel Giro del Cigno.
Prima di lui ci era riuscito solo un corridore, l’abruzzese Amerigo Iacovelli mezzo secolo fa: allora, però, vinse in due anni consecutivi (1957 e 1958).
Esattamente come nel 2006, Vitali l’ha spuntata alla fine di una volata a due. Allora a doversi accontentare del secondo posto fu Alessandro Colò, stavolta è toccato al russo Anton Sintsov.
L’azione decisiva nei chilometri finali, al termine di una gara corsa ‘a tutta’ nonostante il caldo, con soli trenta corridori che sono riusciti a portarla al termine. Tra di loro anche il molisano Davide Appollonio.
Alla partenza c’è gran caldo (circa 34 gradi), ma l’andatura è sostenuta: i più giovani si staccano subito e il gruppo perde pian piano unità. Al 39’ chilometro, poco prima di Montorio nei Frentani, parte la prima azione che si rivelerà importante, visto che vedrà protagonisti i primi due classificati: si avvantaggiano otto corridori (Vitali, Zanderigo, Cecchinel, Sintsov, Matveyev, Capponcelli, Campagnaro e il molisano Davide Appollonio). Più tardi si accodano Fioretti, Randazzo e Rabottini.
Al Gran premio della montagna di Sant’Elia a Pianisi (57’ Km) passa per primo Campagnaro, davanti a Zanderigo e Capponcelli). Il gruppo è a oltre due minuti.
Alcuni dei favoriti, rimasti attardati, capiscono che devono partire all’inseguimento: escono così dal gruppo Malori, Ponzi e Vrecer, accompagnati da David, Boaro e Dyacaenko. I sei si ricongiungeranno con i migliori intorno al chilometro 80, dopo il passaggio al Gran premio della Montagna più duro: quello di Santa Croce di Magliano: dove è ancora Campagnaro davanti a tutti, con Sintsov secondo e Zanderigo terzo. Nel frattempo si è ritirato l’altro molisano in corsa, Nicola Carruolo.
Brivido sulla discesa seguente: cadono Appollonio e Zanderigo. Ma il molisano torna presto tra i primi, mentre Zanderigo impiega più tempo per accodarsi. Sul gruppo di testa rinvengono anche Clarke e Dybel, davanti sono ora in 18.
Sulla strada che porta a San Martino in Pensilis scattano in quattro: Vitali, Sintsov, Matveyev e Randazzo. Il quartetto fa presto il vuoto: a 40 chilometri dal traguardo hanno già un minuto e venti secondi sul gruppo, al quale si aggiungono altri corridori tra cui Ciavatta e Craven. Sono ora in 35 ad inseguire. A 25 Km dall’arrivo, i quattro di testa hanno 43” su Craven, uscito dal gruppo; a 1’10” altri sei corridori, mentre il gruppo è distanziato di un minuto e mezzo.
La salita dell’ultimo Gpm è terra di battaglia tra i quattro che guidano la corsa: Vitali e Sintsov riescono ad avvantaggiarsi sulle prime rampe, e sullo striscione posto a 15 Km dall’arrivo passano con 15” su Matveyev e Randazzo. La classifica del Gpm è: 1) Sintsov; 2) Vitali; 3) Matveyev.
La parte conclusiva della gara vede i due di testa andare d’amore e d’accordo verso lo sprint finale, dandosi cambi regolare: dietro i due inseguitori mollano e vengono ripresi da altri quattro corridori (Craven, David, Dyacaenko e Pavarin).
Lo sprint è vinto con una certa facilità da Vitali, mentre Craven centra il terzo posto precedendo gli altri inseguitori. Poi via via gli altri alla spicciolata, con Appollonio che stringe i denti ma porta comunque a termine la gara, piazzandosi 27’ a 3’50” dal vincitore.
Classifica: 1) Vitali (Cyber Team) 152 Km in 4h00’02” alla media di 37,495 Km/h; 2) Sintsov (Calzaturieri) a 2”; 3) Craven (Fidi Bc Com) a 15”; 4) Randazzo (Vangi); 5) David (Radenska) a 18”; 6) Dyacaenko (Kazakistan); 7) Pavarin (Filmop); 8) Matveyev (Cinelli) a 40”; 9) Ponzi (Zalf) a 1’10”; 10) Malaguti (Calzaturieri).
portale di Stefano Venditti (SPMOL)
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