Grido d’allarme delle società di Nuoto 
CAMPOBASSO «Campobasso è il fanalino di coda in Italia per l’impiantistica natatoria superato da realtà di gran lunga più piccole ed arretrate della Regione e dell’intero sud Italia con una piscina comunale che soltanto nella scorsa stagione ha chiuso i battenti per quasi due mesi, interrompendo la stagione agonistica già ben avviata con un grave pregiudizio per le società sportive, per gli istruttori, per gli utenti bisognosi e per gli atleti che hanno dovuto sopportare ingenti sacrifici per potersi allenare in altre strutture purtroppo molto distanti dal capoluogo. Naturalmente chiusure avvenute sempre per la totale mancanza di programmazione cronologica degli interventi di manutenzione straordinaria che si continuano ad effettuare nel corso della stagione e non nei mesi estivi quando l’afflusso nell’impianto è notevolmente ridotto». Così il presidente regionale della FIN Molise (Federazione Italiana Nuoto) Vittorio D’Astuto a margine della protesta che ieri si è svolta in piazza Municipio a Campobasso davanti Palazzo San Giorgio. Società sportive, allenatori, ragazzi, disabili, anziani, hanno protestato vibramente affinchè l’annosa questione della piscina comunale, vecchia e nuova, possa trovare una risoluzione durevole nel più breve tempo possibile. «Vorrei domandare che fine ha fatto la nuova piscina comunale -ha sottolineato D’Astuto- impianto ormai già obsoleto vista la data di progettazione che risale a più di un decennio fa, la cui costruzione non riesce a vedere la luce nonostante le ripetute promesse ad ogni campagna elettorale esplicitate nella predisposizione del programma di governo, ma che mai nessuna Amministrazione -ha rimarcato D’Astuto- ha mantenuto dopo la bellezza di 15 anni e di tre legislature». Il problema della piscina comunale ha anche una valenza sociale e lavorativa. Allo stato attuale l’impianto campobassano fungeva anche da punto di riferimento per l’attività natataoria riservata ai disabili, alle persone anziane e a tutti coloro che avevano bisogno di una riabilitazione dopo, per esempio, essere usciti da un incidente stradale o operazioni chirurgiche di vario genere. A rischio, poi, ci sono i posti di lavoro dei 30 istruttori federali e di tutto l’enturage dirigenziale e tecnico che, a vario titolo gravitavano intorno alla piscina. «Allo stato attuale le società rischiano la chiusura totale e di sparire dal proscenio regionale e nazionale del Nuoto. Ad oggi -ha detto D’Astuto- solo un sodalizio ha rinnovato l’affiliazione perchè sul nostro futuro incombono solo nubi. D’altronde la totale carenza d’impianti sta costringendo ad emigrare i nostri atleti più forti in altre regioni d’Italia, non ultimo il Campione termolese Marco Macciola che si è trasferito a Roma con la Larus».
foto fonte: http://www.astinuoto.com/NUOTOPUNTOIT/mondovi2006/faccihansen.jpg
31 / 10 / 2007
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