CAMPOBASSO - Cinquantadue click per un arcobaleno. Cinquantadue click per una società afona. Cinquantadue click per una festa di sport e per rivitalizzare un tricolore mai così dimesso.
Tanti sono stati gli scatti selezionati al primo concorso fotografico abbinato alla 38^ Su e Giù. Una partecipazione qualificata ed eterogenea che ha evidenziato l’estro creativo di artisti capaci di dare vita alle sospensioni, di produrre emozioni, di sollecitare sorrisi e trasmettere messaggi. Cinquantadue risposte al tema dei colori: da quello dell’unità all’integrazione, da quello dell’accettazione alla convivenza. Cinquantadue click capaci di scandagliare l’intera città, i siti più reconditi e suggestivi, le tinte e le sfumature ormai perdute.
Ad una manifestazione podistica senza ordini di arrivo, ha fato riscontro un concorso con classifica e premiazioni. Lo spirito è stato, però, identico: nessuna cattiveria agonistica e tanta serenità e trasparenza. Ogni autore ha ricevuto un segno della sua partecipazione e solo con il prezioso e competente giudizio di Luciano Greco, Paola Di Tillo e Paolo Cardone è stato possibile stilare una classifica di merito: 1° premio all’opera “La frontera” di Carmine Marinaro, 2° premio a “Il mondo fatto a scale” di Luigi Scirpoli e 3° premio a “We are the champions” di Lello Muzio. Altri autori premiati per opere che la giuria ha ritenuto di segnalare sono stati: Angelo D’Agata, Maurizio Ioia, Marcello Tronca, Luigi Farina e Claudio Feleppa.
Quanto alle premiazioni per i gruppi più numerosi che hanno partecipato alla 38^ Su e Giù, il trofeo “Regalsport 2011” è stato assegnato alla scuola media “Igino Petrone” di Campobasso. Coppe, per il secondo e terzo posto, sono state consegnate all’associazione di Karate Bogotan ed all’Unicef,.
Cala, così, il sipario su una edizione storica. La più partecipata, ma soprattutto, l’edizione che pone basi certe per il futuro di una società, la Virtus, fin troppo provata da gravi vicissitudini. Le nuove leve, forti per l’insegnamento ricevuto, hanno risposto alla grande, con classe ed autorevolezza.
I giovani cercano l’esempio e non vuote parole. Nicola Gratteri, magistrato del pool antimafia, asserisce che l’etica non va insegnata, va praticata, testimoniata e trasmessa. Solo con la coerenza si può coltivare in loro il senso di responsabilità.
portale di Stefano Venditti (SPMOL)
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