MIRABELLO SANNITICO - Se l’essenza dello sport è il gioco, e se gli interpreti per eccellenza sono i bambini, allora lo sport deve essere giocato dai bambini.
E’ con questo semplice assioma che la Virtus ha portato l’atletica in piazza vestendola dei colori giallo blu ed abbellendola con gli occhi ed i sorrisi dei ragazzi, oltre un centinaio, che sono accorsi a Mirabello per partecipare alla decima edizione di “Mirabellandia”.
Una splendida giornata estiva ha fatto da cornice alle gare, che si sono susseguite con il ritmo incalzante di un treno lanciato in corsa ed alimentato dalla gioia e dalla vitalità dei piccoli protagonisti.
Sono stati loro, ancora una volta, gli artefici di uno spettacolo più unico che raro nella piccola realtà molisana. Da Termoli a San Severo sono giunti per condividere con i coetanei mirabellesi e virtusini un momento di festa celebrato cimentandosi in gare di velocità, lanci, mezzofondo e marcia.
Gli ingredienti per una giornata indimenticabile c’erano tutti, e mescolati secondo la ricetta ormai collaudata, hanno dato vita ad una prelibatezza ogni anno splendidamente uguale, ogni anno piacevolmente diversa.
Nella piazza del paese, intitolata a Vittorio Verdone, è stata disegnata la pista su cui si sono svolte le gare di velocità dei 50 metri piani e dei 50 metri con ostacoli. Le numerose batterie hanno dato a tutti la possibilità di rendersi protagonisti, e mentre venivano composte le successive finali pescando tra i più bravi, prendevano il via le gare di vortex e di sprint in salita.
Le finali di velocità hanno consacrato i più veloci, ma non c’è stato tempo per prendere fiato. Ai nastri di partenza i mezzofondisti sulla distanza dei metri 1200. I meno esperti partono forte e vivono il loro momento di gloria per poi sfilare inevitabilmente nelle retrovie. Lì trovano però il sostegno dei compagni di squadra e del pubblico di Mirabello, come al solito competente e caloroso.
La staffetta chiude la manifestazione, e vede i ragazzi cimentarsi in frazioni miste di marcia e corsa. Il gesto tecnico dei marciatori non è dei migliori, ma denota un accenno di confidenza maturato nel corso delle precedenti edizioni. Le urla di incitamento si moltiplicano, e la felicità dipinta sui visi della staffetta vincitrice non offusca quella di chi, arrivato in coda, ha condiviso con i compagni di squadra l’esperienza della forza del gruppo per il raggiungimento dell’obiettivo comune. Lo sport è scuola di vita e la Virtus, da oltre cinquant’anni, ne è maestra.
Al termine premi speciali ai vincitori che si sono fregiati del titolo de “Il più Veloce”, “Il più Forte” e “Il più Resistente” di Mirabello, ed una medaglia a tutti i partecipanti, ricordo di una giornata vissuta nel segno di ciò che di più bello c’è nello sport: il gioco.
portale di Stefano Venditti (SPMOL)
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