La brillante carriera di un giovane campobassano 
CAMPOBASSO – Giuseppe Boschetti un giovane direttore di gara campobassano con una naturale propensione verso la carriera arbitrale. Tra i suoi prestigiosi riconoscimenti ricordiamo la convocazione tra i migliori fischietti della regione Molise per il Progetto Verde a Cosenza e il diploma di merito come miglior giovane arbitro della regione Molise.
Come ti sei avvicinato alla carriera di arbitro?
Durante gli Europei di Basket del 1991, quando la squadra Azzurra riuscì per un soffio a sfiorare il titolo di Campione Europeo, in televisione, tra un incontro e l’altro, promuovevano un nuovo modo di fare carriera nella Federazione Italiana Pallacanestro, la carriera di arbitro professionista. Così stuzzicato da quella massiccia campagna pubblicitaria, decisi di partecipare, più che altro per curiosità, al progetto arbitrale indetto a livello nazionale dalla Fip
Non c’è dubbio che, un ragazzo, sia più attratto dalla pratica sportiva in qualità di atleta che come arbitro, ma quale è stato il fattore determinante che ti ha fatto propendere per la carriera arbitrale?
Sono sempre stato un ragazzo molto attivo e sportivo! Nella mia vita ho sempre praticato molti sport, ma nel basket non sono mai riuscito a raggiungere un discreto livello di gioco. Dedicandomi alla carriera di arbitro professionista , ho continuato a coltivare la mia passione per la pallacanestro e, contemporaneamente, ho continuato a praticare sport, seppur in maniera diversa da quanto facevo prima. Non ero più un atleta, ma comunque continuavo ad essere uno sportivo e a rimanere nel meraviglioso mondo del basket. Una scelta diversa, non c’è dubbio, come quella che può intraprendere un ragazzo che voglia iniziare la carriera da allenatore
L’arbitro spesso diventa facile bersaglio dell’ira del pubblico, un fattore che avrebbe potuto incidere negativamente sulla tua scelta
Assolutamente no! C’è una grande soddisfazione quando arbitri bene, quando il pubblico ti applaude ed i giocatori sono corretti, che non pensi affatto al giudizio che può arrivare dall’esterno. Il bello dell’arbitro è che scende in campo per giudicare, ma a sua volta è giudicato dal pubblico, dai giocatori e dall’osservatore della Fip che a fine gara stila un referto ed un giudizio sulla prova arbitrale
A proposito di spettatori, hai mai avuto seri problemi con le tifoserie?
Sostanzialmente il pubblico che segue le partite di basket è abbastanza corretto , c’è però da dire che, ma mano che si scende verso il sud dell’Italia, il gioco diventa più carico di agonismo e di conseguenza aumenta lo scontro fisico. Tutti fattori che rendono la conduzione della gara abbastanza difficile. Bisogna sottolineare, poi, che nel basket ci sono molte regole che non tutti gli appassionati che affollano le tribune conoscono, e quindi, è facile che il pubblico si surriscaldi per qualche decisione arbitrale che secondo il loro giudizio è sbagliata
Come dicevi, dunque, anche voi arbitri siete sottoposti a dei giudizi e a delle verifiche periodiche
Certo, ad ogni inizio di campionato ed ogni sei mesi abbiamo delle verifiche sia fisiche che sulla conoscenza del regolamento. Ad ogni inizio di anno agonistico siamo convocati per il raduno pre-campionato dove siamo sottoposti prima ad una prova scritta, incentrata sul regolamento e suoi singoli articoli, e successivamente, solo se si è riusciti a superare la prova scritta con meno di quattro errori, si accede alla prova fisica. Se un arbitro non riesce a superare la prova scritta, non accede alla prova successiva e non potrà arbitrare fino alla seguente prova selettiva
Dicevi che siete giudicati anche durante gli incontri dagli osservatori della Federazione
Esatto! Ad ogni incontro è presente un osservatore che ha il compito di giudicare la condotta di gara dell’arbitro. Un giudizio che incide molto sulla carriera di un arbitro, perché si va a sommare a quelli delle verifiche di inizio stagione, per formare la graduatoria finale della categoria arbitrale. Una classifica, alquanto severa, poiché se riesci ad entrare nelle prime 50 posizioni, potrai arbitrare nei play-off , se ti attesti negli ultimi 30 , vieni retrocesso di grado, se ti attesti nei primi 20 vieni promosso nella categoria superiore
Quindi anche un arbitro, per essere sempre in piena efficienza, deve allenarsi duramente
Certo, per mantenermi in forma mi alleno dalle quattro alle cinque volte a settimana in palestra, per non meno di due ore. La cosa più importante per un arbitro di pallacanestro, è quella di avere un fisico sempre allenato, perché se si rimane senza fiato, non si riesce a seguire, con la debita attenzione, l’azione di gioco. Il campo di basket è lungo 28 metri, ma per una persona con poco allenamento può sembrare lungo moltissimi chilometri
Essere stato un giocatore di basket aiuta nella carriera arbitrale e a che età bisogna iniziare a frequentare i corsi di arbitri?
Si può iniziare a seguire i primi corsi federali dall’età di 18 anni fino ad un massimo di 28 anni. Avere un passato da giocatore, può facilitare la carriera di un arbitro, ma non è essenziale. L’esperienza da giocatore può essere utile, in quanto si riesce ad entrare meglio nello spirito del gioco e si riesce meglio a posizionarsi in campo per seguire nel miglior modo possibile l’azione dei giocatori. Comunque, nel massimo campionato di serie A ci sono molti miei colleghi che non hanno mai giocato a pallacanestro
Quali sono le caratteristiche principali che deve avere un buon arbitro?
La ricetta è questa: molta passione per il basket, non essere impulsivi e saper ponderare e valutare la simulazione del fallo. Il basket è uno sport molto dinamico e veloce, ed un buon arbitro deve avere la capacità mentale di saper esprimere un giudizio tecnico in una piccola frazione di secondo. Un compito difficile, ma che ti stimola a dare sempre il meglio di te stesso
19 luglio 2007
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