CAMPOBASSO - Strano, perché in alcune zone del Molise, sempre in quelle, c'è un "venticello" di rossiniana memoria che non smette mai di far stormire le fronde, producendo fastidiosi quanti inutili sussurri e procurando agli sprovveduti che non hanno ancora imparato a coprirsi e difendersi da questo fastidio locale delle seccature continue. Ma, siamo concreti... nulla di grave, in fondo! Non si tratta di una forza della natura capace di sradicare alberi, di scoperchiare le case, di sovvertire l'ordine delle cose, insomma di fare danni gravi. Il "venticello" di cui parlo, al limite, fa venire un leggero mal di testa, dovuto ai fastidiosi e continui sibili che si percepiscono. Neanche si dovesse vivere con un continuo e insulso chiacchiericcio a portata d'orecchio.
La zona di via Carducci a Campobasso è zona particolarmente soggetta a questo noioso fenomeno. In particolare lo stabile in cui risiede il numero civico 4/c sembra attirarlo a se da tempo immemorabile.
E' accaduto ancora recentemente, e le voci indistinte portate dal "venticello" sembravano sussurrare di eventi mancati nella scorsa estate, di palle colorate che dovevano rimbalzare sulla sabbia dei lidi termolesi e che invece hanno allietato villeggianti lontani. Quel vento portava notizie di gravi responsabilità, di omissioni, di sanzioni esemplari....
Ma che strano vento è mai questo, mi sono detto! Mi sono incuriosito e ho voluto capirne l'origine. Allora ho scoperto che il fiato di tutti i maledicenti, disinformati e di quelli in malafede, a volte si unisce e produce di questi fenomeni. Il "venticello" si rafforza quando si sfogliano pagine di giornale che riportano corsivi, peraltro privi di firma, che anonimamente giudicano l'altrui comportamento in modo fazioso, prelevando le notizie da fonti ritenute attendibili ma con metodi del tutto privi di ogni ragionevole controllo. L'importante è sparare nel mucchio ad alzo zero, così si resta i primi della classe. Per forza, chi è rimasto degli altri? E intanto il chiacchiericcio monta, monta, monta... e il "venticello" prende forza.
Fortuna che anche lui segue le leggi di natura. Quando sembra essere all'apice, arriva un altro vento, molto più serio e robusto di lui, che lo contrasta, lo fa retrocedere, lo smorza definitivamente. Il nome di questo vento però lo conosco da sempre: si chiama "verità".
Lo affermano anche gli antichi detti, figli dell'esperienza e della saggezza popolare: "La verità trionfa sempre". Ecco allora che le gravi responsabilità, le omissioni, le sanzioni esemplari vengono ridimensionate e ricondotte a banalità che fanno parte dell'ordinarietà, elementi pressoché privi di significato che hanno effetti nulli sulla vita degli enti e delle persone.
E allora mi chiedo: non sarebbe meglio adoperarsi per rafforzare il vento della verità, anziché alimentare quell'altro, quello tanto fastidioso e inutile?
Comunque sappiate che non è difficile farlo. Chiunque potrà suonare il campanello di quello stabile in via Carducci 4/c per avere, di prima mano, le risposte che cerca. Anche chi scrive anonimamente sui giornali arrogandosi il diritto di stilare pagelline e dare voti, che sempre numeri sono, senza conoscere quelli che non danno spazi per fare meglio. Eppure i bilanci sono pubblici. Comunque, avrà lo stesso trattamento di chi lo ha fatto, di chi si è documentato a fondo, di chi ha verificato l'attendibilità delle proprie fonti, di chi ha concretamente sostenuto un movimento sportivo anziché porre le solite, stantie e provinciali questioni di campanilismo, di chi non ha avuto problemi a sottoscrivere le proprie opinioni, di chi ha voluto rafforzare il vento della verità. L'unico vento che crea aggregazione e progresso. L'altro, quello strano "venticello" molisano, invece, porta solo divisioni e discordie.
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