CAMPOBASSO - Il bridge molisannio non ha inteso osservare un turno di riposo in occasione del “Città di Caserta” in programma per sabato 17 e domenica 18 u.s. non tanto in virtù di un atteggiamento disinteressato nei confronti di una manifestazione nazionale, e, soprattutto, in assoluta assenza di atteggiamento ostile nei confronti degli organizzatori, ma, esclusivamente, per una precisa scelta di politica divulgativa e promozionale di tale sport, fortemente voluta e condivisa da una associazione dell’entroterra appenninica che pone l’interesse dei suoi associati prima di ogni altra speculazione individuale, di cui comincia ad essere saturo l’attuale ambiente bridgistico nazionale. Chi si aspettava una svolta decisiva dalla neo-eletta presidenza federale, la quale pur aveva fatto di questa problematica il suo cavallo di battaglia durante l’intera campagna elettorale, si vede oggi ancora fiducioso di poter verificare o, quanto meno, di poter cogliere gli effetti benefici di tale attesa (…chi lascia la strada vecchia per la nuova…). La maggiore attenzione verso i problemi, lasciati insoluti da anni, delle associazioni minori resta ancora una chimera nelle speranze di quanti (dirigenti e operatori dilettanti) silenziosi perseverano nel loro costante lavoro fatto di privazioni personali e di continue opere di ricucitura sociale e di interrelazioni territoriali. A Campobasso, pertanto, raccogliendo i residui bridgistici del vicino sannio beneventano, in un rigido sabato di mezz’autunno si è disputato il 3° torneo sociale che settimanalmente si svolge dalle 16,30 alle 19,30, e non nelle consuete ore notturne previste per il triangolo industriale ed estese, pur essendo mal digerite, all’intero territorio nazionale, chiama a raccolta il 72% degli iscritti per un confronto agonistico sì ma non esasperatamente conflittuale e patologico. Il presidente locale di provincia, bridgisticamente parlando, ha smesso, per una sua scelta autonoma pur motivabile, di diffondere a mezzo stampa la simpatica ed attesa cronaca della manifestazione entrata da qualche anno nell’attesa di un immaginario collettivo che, a pieno titolo, costituisce una delle componenti del difficile percorso culturale di un ambiente non ancora contaminato dalle disastrose conseguenze di una civiltà metropolitana e nichilistica. Pertanto, la presente e pubblica istanza è rivolta, a mezzo stampa, al nostro stimato presidente, dottor Nicola Lucio Palazzo, da un bridgista molisannita, di San Giorgio del Sannio, affinchè possa rientrare dalla sua decisione e riprendere quella sua simpatica ed inebriante cronaca settimanale che tanto ci lusinga e ci aggrega.
portale di Stefano Venditti (SPMOL)
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