Si torna a pescare nell’invaso di Guardialfiera ma con obbligo di rilascio del pescato in acqua
CAMPOBASSO - Il presidente della Provincia di Campobasso Nicola D’Ascanio, con disposizione presidenziale numero 98 del 6 maggio 2011, ha ripristinato, con effetto immediato, l’esercizio della pesca sportiva nell’invaso di Guardialfiera sotto forma “no kill”, prevedendo quindi l’obbligo di rilasciare il pescato in acqua.
Com’è noto l’articolo 7 della l.r. 7/98 consente al presidente dell’Amministrazione provinciale di disporre, con proprio decreto, la chiusura temporanea alla pesca di tratti di fiume nel caso di particolari esigenze connesse con lavori di sistemazione, inquinamento, deviazioni e altri casi simili.
In virtù di questa normativa il Presidente della Provincia, con disposizione presidenziale numero 205 del 10 novembre 2010, aveva ritenuto di dover precludere, in via precauzionale e in attesa di maggiori approfondimenti da parte delle autorità sanitarie competenti, la pesca sportiva a tutte le specie ittiche presenti nell’invaso di Guardialfiera nel tratto compreso tra il ponte della Sp 159 (bivio di Lupara) fino allo sbarramento dell’invaso stesso.
Una disposizione resasi necessaria a fronte dell’accertamento compiuto dal Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato che aveva fatto rilevare la presenza di una consistente moria di pesci della specie Cyprinus carpio (carpa comune) nell’invaso.
I successivi riscontri, l’esito delle analisi effettuate dall’Arpa Molise e le conclusioni delle attività ispettive condotte dall’Asrem, Ambito Territoriale di Termoli-Larino, hanno evidenziato che:
• il parametro relativo ai trialometani esaminati nell’acqua potabile è essenzialmente rientrato entro i limiti previsti dalla legge;
• i parametri chimico-fisici delle acque dell’invaso sono risultati idonei alla vita dei pesci, escludendo quindi criticità di natura igienico-sanitaria e chimico-fisica;
• gli esami clinici, anatomopatologici, istologici, batteriologici e virologi condotti sugli esemplari di Cyprinus Carpio non hanno evidenziato segni organici di sofferenza acuta ascrivibile a specifici stati patologici o a infezioni acute in atto.
Con successiva nota l’Arpa Molise ha trasmesso la relazione sui rapporti di prova eseguiti dall’Istituto Zooprofilattico di Venezia che ha confermato l’ipotesi diagnostica identificando nell’Herpesvirus il responsabile più plausibile degli episodi di mortalità della Cyprinus Carpio.
Non essendo ravvisabili motivi ostativi al ripristino della pesca sportiva nel tratto dell’invaso di Guardialfiera, il presidente della Provincia ha così disposto con effetto immediato l’esercizio della pesca sportiva “no kill”, con obbligo di rilascio del pescato in mare.
La Provincia di Campobasso, tramite le sue strutture e il competente Assessorato, provvederà anche all’installazione di opportuna segnaletica.
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