Un atleta diviso tra i campi di gara ed il sassofono 
CAMPOBASSO – Antonio De Lellis, malgrado i suoi numerosi impegni di studente e di atleta, riesce a portare avanti la sua passione per la musica in perfetta linea con gli insegnamenti appresi sia dal padre che dallo staff tecnico della Polisportiva Molise.
Come ti sei avvicinato al mondo dell'atletica?
Molti componenti della mia famiglia, mio padre, mia madre e mio zio, hanno calcato i vari campi di atletica della Regione, e quindi per me è stato abbastanza naturale avvicinarmi alla pratica dell'atletica leggera. Sin da piccolo, grazie alla passione di mio padre che praticava la specialità del salto in lungo, ho iniziato ad ammirare da lontano sia gli allenamenti di mio padre, sia quelli degli altri atleti della Polisportiva Molise. Così, grazie al quotidiano rapporto che sin da piccolo ero riuscito ad instaurare con quella che è da tutti soprannominata la "Regina" degli sport, ho deciso, successivamente, una volta diventato grande, di dedicarmi a quella che può essere tranquillamente definita una tradizione di famiglia
Come mai dopo aver seguito le "orme" di tuo padre, hai deciso di cambiare specialità?
Nel 1998, ho partecipato ai Campionati Indoor Endas di salto in alto, classificandomi al secondo posto. Questo brillante risultato, unito anche ai consigli dei miei allenatori, mi ha fatto propendere per il cambio di specialità Una specialità quella del salto in alto che non è molto praticata in regione Si è vero! Il salto in alto è una disciplina che, purtroppo, è praticata da pochi ragazzi in tutto il centro-sud Italia. E' una disciplina che è riuscita ad imporsi e a trovare notevoli consensi solo a partire dalla Regione Toscana in su
Al di la della pratica sportiva e al ritmo frenetico degli allenamenti, riesci a coltivare degli hobby ?
Certamente, basta solo sapersi organizzare, anche perché di solito gli allenamenti si svolgono durante le ore serali del pomeriggio. Oltre alla passione innata per l'atletica, parte del mio tempo libero lo dedico allo studio del sassofono
Ci vuole molto impegno e sacrificio per raggiungere i risultati che ogni atleta si prefigge ad inizio stagione. Le strutture sportive della nostra Regione, ti aiutano nella programmazione dei tuoi allenamenti?
Le strutture sportive e le attrezzature che di solito usiamo per le sedute degli allenamenti, qualche volta non sono proprio idonee alle nostre aspettative e alle nostre esigenze di atleti. Ad esempio il materasso per il salto in alto che di solito uso per i miei allenamenti al Campo Scuola, è purtroppo diviso in due. E' capitato poi, per esempio, che per disputare delle gare sul campo di Isernia, abbiamo dovuto portare parte dell'attrezzatura necessaria da Campobasso. Non è facile praticare uno sport nella nostra regione, ma non per questo ci scoraggiamo, anzi le difficoltà ci "irrobustiscono" il carattere
Cosa vuol dire per te essere un atleta di salto in alto?
Come mi ricorda sempre mio padre, l'atletica è una vera e propria palestra di vita, dove, oltre a migliorarsi dal punto di vista fisico, ogni atleta migliora anche a livello umano. Attraverso il superamento dei propri limiti, che a volte può essere anche di piccola entità, si riesce anche ad affrontare la vita di tutti i giorni con uno spirito diverso e più combattivo. Alla base di tutto comunque, deve esserci una vera e propria passione e voglia di muoversi, di lavorare e di sacrificarsi per raggiungere i propri obiettivi
Sei stato convocato in Nazionale ed hai partecipato a vari raduni. Come ti sei trovato, sia a livello tecnico, sia a livello umano con i tuoi coetanei delle altre regioni d'Italia?
Benissimo! Con molti di loro sono riuscito anche ad instaurare degli ottimi rapporti di amicizia. Mi ricordo che una volta, in un raduno, abbiamo addirittura dormito insieme nelle tende. E' stata un esperienza bellissima, perché oltre a crescere tecnicamente, ho conosciuto altri ragazzi che condividevano la mia stessa passione per lo sport. Dal punto di vista tecnico, posso dirti che bene o male siamo tutti allo stesso livello, e non c'è nessuno che riesce a prevaricare sull'altro
Se non sbaglio, volevi ringraziare qualcuno?
Certamente! Oltre a mio padre che mi ha fatto conoscere l'atletica, il mio allenatore, Enzo Barisciano, che, con estrema professionalità, mi segue tutti i giorni
08 settembre 2007
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